Categoria: Islas Canarias

Tradizione e modernità nella viticoltura di La Gomera

Posted By : Getholiday/ 148

La storia enologica di La Gomera, la tradizione convive con tecniche attuali che consentono di raggiungere un’elevata qualità dei vini, vitigni unici nel mondo.

Con questo nuovo articolo vorrei avvicinarvi alla conoscenza della storia enologica di La Gomera, dove antiche tradizioni convivono con tecniche attuali che consentono di raggiungere un’elevata qualità dei vini, preservando l’essenza di vitigni ancestrali unici nel mondo.

L’arcipelago delle Canarie occupa da sempre una posizione strategica tra i continenti europeo, africano e americano, che con l’incidenza degli alisei, favorevoli alla navigazione, hanno portato sulle isole esploratori, spedizionieri e conquistatori alla ricerca di: conoscenza, ricchezza e nuovi mondi. Durante i loro viaggi, gli europei e i conquistatori, portavano a bordo delle loro navi le vigne, che successivamente venivano piantate nelle nuove terre. Il vino veniva usato come bevanda per socializzare e per celebrare eventi, ma soprattutto era  fondamentale per la liturgia cattolica che venne imposta attraverso l’acculturazione indigena.

Anche Cristoforo Colombo, nel suo primo viaggio partendo da Puerto Palos fece una sosta a La Gomera entrando nel porto di San Sebastian per riparare una delle sue caravelle con le quali successivamente scopri l’America.

Queste condizioni facilitarono l’introduzione della vite nelle isole quasi dallo stesso momento in cui avvenne la conquista all’inizio del XV secolo. La sua coltivazione divenne una tradizione molto importante a La Gomera, conosciuta anche come Isola Colombina.

Attualmente sulle isole si coltivano vitigni provenienti da tutta Europa, che si sono adattati perfettamente alle condizioni a volte difficili in termini di orografia con pendii ripidi, terreni vulcanici, molte ore di sole, influenza marina, ecc. Queste condizioni conferiscono alle varietà un carattere unico, ottenendo diversi vini con un’impronta minerale. In Europa la maggior parte di queste varietà sono scomparse a causa dell’ingresso della fillossera (Phylloxera vastatrix), un piccolo insetto che ha devastato i vigneti di tutto il mondo nel XIX secolo. Qui la piaga della filossera non è mai arrivata a colpire i vigneti, quindi, si può affermare che le Isole Canarie sono il Museo della vite d’Europa giacché esistono ceppi molto antichi di varietà uniche al mondo.

La Gomera possiede una varietà geneticamente unica, che è la Forastera Blanca, meglio conosciuta tra gli isolani come “Forastera Gomera”, è una varietà di uva bianca, coltivata su terrazze a volte con forti pendenze, che creano un bellissimo paesaggio nel isola e che contribuiscono a frenare l’erosione.

Prova che questa tradizione risale a tempi antichi è che tra il XVII e il XVIII secolo, in alcune località dell’isola, come Alojera, Arguamul e Taguluche nel comune di Valle Gran Rey, furono scavati nella roccia dei torchi per uso comune già che per le famiglie meno abbienti era molto difficile possedere un torchio proprio.

Oggi giorno sono ancora visibili e visitabili, alcuni in uno stato di conservazione migliore di altri. Successivamente furono costruite anche cantine comunali, mentre le famiglie più facoltose avevano la propria.

Profondamente radicata sull’isola, la cultura vitivinicola viene mantenuta dalla popolazione locale dove l’unica differenza con il passato è che le cantine, ora con una struttura imprenditoriale e con nuove tecnologie, controllano e stabiliscono  le date della vendemmia in base alla maturità dell’uva, alla sua salute, alla temperatura, alla varietà, ecc. Tutto il resto si svolge mantenendo le tradizioni che si sono tramandate di generazione in generazione. Nella vendemmia tradizionale partecipa tutta la famiglia, compresi i vicini e gli amici. Ci si prepara in anticipo, ed anche se è un lavoro molto duro, si vive con entusiasmo e gioia, è una festa di famiglia, dove si prepara il cibo, si impasta il pane, non manca il gofio, il formaggio , almogrote “formaggio spalmabile che si produce solo su quest’isola”, vino per affrontare la giornata, fino alla chiusura del mosto nelle vasche.

All’alba inizia la potatura dell’uva che viene accuratamente riposta in contenitori idonei per poi essere trasportata in cantina, evitando lo schiacciamento e la conseguente rottura della buccia. In passato per il trasporto venivano utilizzate ceste, pesanti, di canna e vimini.

Tutti partecipano, ed i più piccoli giocando ed aiutando a modo loro imparano il mestiere. Il lavoro, come una volta, è ancora manuale, i grappoli vengono tagliati a mano e le cassette vengono traportate a spalla.

Una volta selezionati i grappoli per la vendita alle cantine, ciò che resta viene utilizzato per produrre il “Vino della Casa”, che vi posso assicurare essere degno di nota. L’orografia insulare impedisce la meccanizzazione e la Viticoltura di La Gomera, viene definita come “eroica” dal CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Tutela, Coordinamento e Valorizzazione della Viticoltura di Montagna).

Il mosto ottenuto viene introdotto in serbatoi di acciaio inox o prevalentemente botti di rovere, mentre in passato si utilizzava il legno di castagno, e lasciato fermentare fino all’ottenimento del vino, mesi dopo. Verso il mese di novembre, per la festa di San Andrés, si aprono le cantine e si degusta il vino. Fino a tempi relativamente recenti, alle donne non era permesso entrare nelle cantine, poiché si credeva che il vino diventasse aceto, rendendo le cantine uno spazio privato riservato ai soli uomini.

Attualmente, il settore si è professionalizzato, ottenendo vini di eccellente qualità, imbottigliati con la DOP Vinos de La Gomera, con un totale di 22 cantine registrate delle quali 16 di queste imbottigliano e commercializzano i loro vini con marchi diversi non solo nell’arcipelago ma anche in Europa offrendo vini secchi e semi-secchi, ed anche maturati in botti di rovere. Inoltre vengono prodotti e imbottigliati anche vini rossi e rosati di ottima qualità, principalmente con varietà autoctone delle isole. La superficie coltivata ammonta a 125 ettari, sebbene abbiano raggiunto gli 800 ettari.

La Gomera dispone di una vasta e variegata rete di sentieri. È possibile fare un’escursione attraverso il Parco Nazionale di Garajonay per poi visitare i vigneti e le cantine della zona situate nei diversi comuni dell’isola. In questo modo, facendo una degustazione di prodotti locali e soprattutto dei vini si aiuta l’economia locale ed a sua volta il mantenimento dei vigneti che evitano a loro volta l’erosione del territorio. Sull’isola colombina i vini possono essere acquistati presso il Consiglio Regolatore della DOP Vinos de La Gomera, supermercati e ristoranti.

Infine vi ricordo che uno dei torchi tradizionali  a travi può essere visitato nei giardini del centro di informazione del Parco Nazionale “Juego de Bolas” che si trova nel comune di Agulo, un altro a La Laguna Grande, mentre altri sono gelosamente conservati in case private.

DAL BLOG

03

Mag
2021
Tradizione e modernità nella viticoltura di La Gomera
148

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29

Apr
2021
Visitare La Palma, la isla bonita
151

Informazioni per scoprire La Palma nelle Isole Canarie. Oggi vi parlerò in particolare dell'isola di La Palma, comunemente chiamata "l'isola graziosa".

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Balene a Tenerife

22

Apr
2021
Santuario dei cetacei di Tenerife
152

L'isola di Tenerife è diventata il terzo santuario dei cetacei più grande del mondo "Whale Heritage Site", il primo punto in Europa con questa certificazione.

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Visitare La Palma, la isla bonita

Posted By : Getholiday/ 151

Informazioni per scoprire La Palma nelle Isole Canarie. Oggi vi parlerò in particolare dell’isola di La Palma, comunemente chiamata “l’isola graziosa”.

Molto spesso quando si parla delle isole Canarie sempre ci vengono in mente le solite 4 isole come Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura, ma le altre? Quali sono?  e soprattutto come si chiamano e cosa offrono al turista?

Oggi vi parlerò in particolare dell’isola de La Palma comunemente chiamata “la isla bonita”.

Mi soffermerò un attimo su questo particolare perché molto spesso mi capita di ricevere la stessa domanda dai clienti che vengono con me a visitare l’isola nel nostro La Palma Tour. Faccio riferimento alla canzone di Madonna nell’album “True Blue” lanciato nel 1987. Fu subito un successo vendendo in pochi mesi oltre 12 milioni di copie. In un intervista a “the Rolling Stone” Madonna dichiarò che non sapeva assolutamente dove si trovasse San Pedro spiegando che per lei era una isola immaginaria! A questo punto oserei dire che San Pedro potrebbe essere una qualsiasi isola nel mondo, incluso a La Palma!

Ora torniamo a noi; inizio con una breve descrizione generale de La Palma per poi soffermarmi sui due comuni che visitiamo durante la nostra escursione.

La Palma appartiene alla Provincia di Santa Cruz de Tenerife ed insieme a El Hierro sono le due isole più giovani e più occidentali di tutto l’arcipelago. Ovviamente tra le due ci sono enormi differenze geomorfologiche ma anche demografiche e storiche.

Nei suoi 708,3 chilometri quadrati vivono poco più di 84.000 abitanti. Una popolazione pressoché invariata, visto che dall’avvento del turismo un’isola come quella di Lanzarote, che ha circa la stessa superficie (845,9 km2), ha praticamente raddoppiato la sua popolazione che oggi si assesta a circa 150.000 abitanti.

La isla bonita con i suoi 2426 metri di altezza risulta essere la seconda più alta dell’arcipelago Canario, dove, al primo posto troviamo Tenerife con il suo gigantesco Teide (3718 m) e al terzo Gran Canaria con 1949 metri del pico de Las Nieves.

Ovviamente l’isola con una superficie ed una altezza del genere crea dei microclimi eccezionali, dove nel versante nord est troviamo un’isola molto verde con boschi endemici di laurisilva e meravigliose pinete, mentre nella zona sud sud/ovest troviamo la zona piu giovane e secca dell’isola sovrastata da un infinitá di coni vulcanici. Pensate che l’ultima eruzione aerea delle isole canarie è stata proprio qui tra il 26 ottobre ed il 18 novembre 1971 creando il vulcano Teneguia.

SANTA CRUZ DE LA PALMA

Santa Cruz de La Palma è la capitale dell’isola. Fu fondata il 3 maggio 1493 con il nome di Villa de Apurón, su una spiaggia situata in una baia che fungeva da porto naturale. Successivamente venne chiamata Santa Cruz de La Palma ed il Re Felipe II le concesse il titolo di “Nobile e Leale città di Santa Cruz de La Palma”.

Situata sul versante orientale dell’isola tra le rocce di La Concepción, La Caldereta (ex caldera vulcanica) e il Barranco Seco. Gode ​​di un clima mite tutto l’anno, anche se normalmente il cielo e coperto da nuvole a causa dell’influenza degli alisei dell’Oceano Atlantico. Nel suo territorio comunale si trova il Santuario Reale di Nostra Signora della Virgen de las Nieves (Patrona della Palma).

È una città piccola ma accattivante che è stata dichiarata nella sua totalità luogo di Interesse Culturale con la categoria di Complesso Storico-Artistico. Una tale titolo dà un’idea pressoché ottima della ricchezza e del valore storico degli edifici che offre a chi la visita.

Il nucleo urbano è a livello del mare, ma il territorio comunale si estende fino a 1.800 m di altitudine.

 

LUOGHI DI INTERESSE

La sua arteria principale è la Calle Real (divisa in due da Calle O’Daly e da Pérez de Brito) che insieme all’ Avenida Marítima, alla Calle Virgen de la Luz e alla Calle San Sebastián, racchiudono in uno stile coloniale, con facciate dai colori vivaci, incantevoli piazzette e vicoli perpendicolari dove vale la pena perdersi tra gli affascinanti negozi, bar e ristoranti.

In queste strade sopraelencate troveremo il complesso costituito dal: Municipio, la Piazza di Spagna, la fontana e la chiesa di El Salvador, che sono, senza ombra di dubbio, il miglior complesso rinascimentale delle Isole Canarie. È fondamentale visitare l’interno del tempio i suoi fantastici soffitti a cassettoni in stile mudéjar che gli conferiscono un’aria arabeggiante molto particolare. Inoltre, questa piazza, come vedremo più avanti, è la protagonista principale di uno dei carnevali più importanti e originali di tutta la Spagna: Los Indianos.

Probabilmente una delle immagini più iconiche di Santa Cruz de La Palma sono i balconi del viale marittimo. Un insieme di case dipinte in diverse tonalità e con meravigliosi balconi in legno pieni di fiori. Curiosamente, ci troviamo sul retro delle case la cui facciata principale si trova in Calle Real.

Nella parte settentrionale troviamo La Piazza de la Alameda da dove si può ammirare una replica esatta della caravella Santa María, con la quale Colombo arrivò in America. All’interno della caravella troviamo il museo navale del “Barco de la Virgen”, suddiviso in più piani a tema.

Da non perdere è anche la spiaggia di Santa Cruz de La Palma, una vasta area sabbiosa di origine vulcanica che contrasta con i colori vivaci della città e il blu profondo dell’oceano. La spiaggia venne inaugurata nell’aprile 2017.

 

FESTIVITÁ

La festa di degli Indiani si celebra ogni lunedì di carnevale. Un evento imperdibile, le cui origini sono piuttosto recenti. Questa celebrazione, onora la figura degli “indiani”, persone coraggiose che sono andate a cercare una vita migliore nel continente americano (soprattutto Cuba) e sono tornate trionfanti e cariche di ricchezza nel luogo in cui erano nate. La gente del posto e i visitatori si incontrano in una gigantesca marea bianca danzando al ritmo degli Habanera che ha un ritmo molto simile al tango.

 

SAN ANDRES Y LOS SAUCES

Il comune di San Andrés y Los Sauces, si trova tra i comuni di Barlovento e Puntallana al nord della capitale Palmera. É la principale regione agricola e commerciale del nord dell’isola, non solo per la fertilità delle sue terre, ma anche per l’abbondanza dell’acqua delle sorgenti di Marcos e Cordero; sorgenti che alimentano i bisogni della popolazione e le loro piantagioni, in particolare quelle del Platano Canario.

Dalle acque delle sorgenti di Marcos e Cordero nasce una spettacolare cascata che merita assolutamente la pena di essere visitata. Pensate che la bellezza del posto è talmente esagerata che fu il primo luogo delle isole canarie ad essere dichiarato riserva della biosfera dall’ UNESCO nel 1983. Per arrivare a vedere la cascata basta entrare nel Bosco de Los Tilos. Da queste sorgenti si produce anche il 10% di energia elettrica di tutta l’isola grazie alla centrale idroelettrica di El Mulato.

La lussureggiante vegetazione del bosco di Laurisilva di Los Tilos insieme a quella del cubo de la Galga e nella parte alta dell’isola con i meravigliosi pini canari creano la massa forestale più importante delle Isole Canarie.

Tutta la parte bassa del paese è dedicata alla coltivazione delle banane con alcune piantagioni di patate dolci, ortaggi e negli ultimi anni anche molti avocados.

 

LUOGHI DI INTERESSE

Nella zona costiera si trova la frazione di San Andrés, vicino alla foce del canyon di El Agua. In questa città unica ed emblematica possiamo visitare la sua chiesa rinascimentale come resti del suo brillante passato, così come godere dei dintorni panoramici che compongono le sue strade, le incantevoli case con grandi finestre e balconi allungati che si affacciano sul mare, così come le esuberanti piantagioni di banane che lo circondano.

Nelle vicinanze si trova il porto turistico e per la pesca di Espindola, situato alla foce del canyon di Pavones, insieme ad una piccola spiaggia di sabbia nera.

Altri luoghi di grande interesse per tutti sono le piscine naturali del Charco Azul, splendidamente attrezzate per il divertimento dei bagnanti locali ed i turisti.

Direi che merita di essere nominata anche la Cueva del Tendal che risulta essere uno dei luoghi archeologici più importanti dell’isola.

FESTE

La prima settimana di settembre si svolgono i festeggiamenti della Madonna di Montserrat, patrona del comune. I festeggiamenti si svolgono nell’arco di 15 giorni, dove si susseguono varie rappresentazioni con processioni e quant’altro.

 

Spero di aver acceso ancora una volta la vostra curiosità sperando di ritrovare la vostra attenzione nei prossimi articoli e ricordate che se avete voglia di vistare le isole canarie contattateci sia via mail che via WhatsApp. Saremo lieti di offrirvi la migliore soluzione alle vostre esigenze. Ad ognuno la sua vacanza!!!

 

La vostra guida ufficiale del governo delle Canarie numero 3900

Basso Lanzone

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03

Mag
2021
Tradizione e modernità nella viticoltura di La Gomera
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2021
Visitare La Palma, la isla bonita
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Informazioni per scoprire La Palma nelle Isole Canarie. Oggi vi parlerò in particolare dell'isola di La Palma, comunemente chiamata "l'isola graziosa".

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Balene a Tenerife

22

Apr
2021
Santuario dei cetacei di Tenerife
152

L'isola di Tenerife è diventata il terzo santuario dei cetacei più grande del mondo "Whale Heritage Site", il primo punto in Europa con questa certificazione.

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Balene a Tenerife

Santuario dei cetacei di Tenerife

Posted By : Getholiday/ 152

L’isola di Tenerife è diventata il terzo santuario dei cetacei più grande del mondo “Whale Heritage Site”, il primo punto in Europa con questa certificazione.

In queste ultime settimane L’isola di Tenerife è diventata ufficialmente il terzo Santuario mondiale del pianeta per i cetacei “Whale Heritage Site”, seguito il giorno dopo da Dana Point in California.Fino ad oggi questo titolo lo detenevano solo Hervey Bay in Australia e The Bluff in Sudafrica. Ci tengo a specificare che la zona dichiarata tale si trova nel sud-ovest dell’isola e precisamente nella zona compresa tra Punta de la Rasca e Punta Teno.

Delfini a tenerife

Tenerife riceve il certificato whale heritage site

In queste ultime settimane L’isola di Tenerife è diventata ufficialmente il terzo Santuario mondiale del pianeta per i cetacei “Whale Heritage Site”, seguito il giorno dopo da Dana Point in California.Fino ad oggi questo titolo lo detenevano solo Hervey Bay in Australia e The Bluff in Sudafrica. Ci tengo a specificare che la zona dichiarata tale si trova nel sud-ovest dell’isola e precisamente nella zona compresa tra Punta de la Rasca e Punta Teno.

Ovviamente non è una sorpresa, visto che la storia di questa zona inizia diversi decenni fa con la scoperta di Jacques Yves Cousteau, di una colonia stabile di globicefalo. Nel 1992 l’Unione Europea approvò e pubblicò la “direttiva Habitats”, per creare una rete per la conservazione della flora e della fauna marina, con il nome di NATURA 2000 affinché si potesse contribuire al mantenimento della biodiversità in Europa con uno sviluppo sostenibile in sintonia con il paesaggio. Nel 2001 la zona viene dichiarata LIC “Luogo di Importanza Comunitaria” che successivamente chiamarono ZEC “Zona di Speciale Conservazione” e ZEPA per quanto riguarda i volatili.

Ma non è tutto, perché questa zona nello specifico è inclusa in diverse zone protette come Il Parco Rurale di Teno con le meravigliose scogliere di Los Gigantes (alte oltre 600 metri per 11 chilometri di lunghezza) ed il faro di Punta Teno, le zone d’ interesse scientifico de La Caleta e le scogliere della Isorana (alte 30 metri per oltre 3 kilometri di lunghezza), il monumento naturale della montagna di Guaza ed infine la riserva naturale speciale di Punta de la Rasca.

Ma ci pensate che in solo 22 kilometri (che sono il 23% del litorale dell’isola) troviamo cosi tante zone protette e con un alto valore biologico? Un valore del genere suppone il 96,5% delle zone protette di tutto il litorale dell’isola ed il 56,6% di tutta la costa Canaria.

I comuni compresi nella zona Teno-Rasca sono 5, rispettivamente: Buenavista del Norte, Santiago del Teide, Guia de Isora, Adeje e Arona.

Questa è anche la zona in assoluto più turistica delle Isole Canarie ed una delle zone più turistiche del mondo con oltre 6 milioni di turisti all’anno, dei quali 1,4 milioni provano l’esperienza del whale-watching generando in indotto di oltre 42 milioni di euro.

La dichiarazione di Santuario mondiale del pianeta per i cetacei, fa si che Tenerife diventi il primo ed unico punto in Europa con una tale certificazione.  Oltretutto avallata anche dalla carta di sostenibilità, dove le imprese che svolgono il whale-watching si impegnano a rispettare la fauna marina composta da un enorme numero di specie. Esattamente due anni fa il Cabildo di Tenerife ha organizzato il primo corso di “Guida e interprete del medio marino de Canarias” a cui ho avuto il piacere di partecipare essendo una guida turistica ufficiale del Governo delle Canarie.

Attualmente in questo spazio marino sono state catalogate ben 31 specie (delle 90 conosciute) tra cui anche l’immensa e incontrastata regina dei mari, la meravigliosa Balenottera Azzurra “balaenoptera musculus”. Come dimensioni questo cetaceo del sotto ordine dei misticeti risulta essere l’organismo vivente più grande mai esistito sul pianeta terra. Con una lunghezza di oltre 30 metri ed un peso di oltre 150 tonnellate, ha le stesse dimensioni di un Boeing 747!

Scusatemi, ma non ho specificato che i cetacei si dividono in due sotto ordini, che sono i misticeti (cetacei che nella bocca hanno i fanoni) e gli odontoceti (che hanno i denti). A continuazione ne descriverò solo alcuni affinché possiate apprezzare le diversità presenti: Meritano la nostra attenzione il Globicefalo, qui chiamato “calderon tropical o ballena piloto de aleta corta”, che nelle acque della costa sud di Tenerife risulta essere, con oltre 200 esemplari, il cetaceo più abbondante della zona “cosa unica al mondo”. Infatti dal porto di Puerto Colon e dal porto di Los Cristianos giornalmente escono un gran numero di imbarcazioni per andare ad osservare questa specie. La cosa che quasi nessuno sa è che questo cetaceo dall’aria molto tranquilla durante il giorno, risulta essere un predatore molto attivo di notte e per le sue fulminee accelerazioni per catturare la preda gli è stato dato l’appellativo di “ghepardo delle acque profonde”. Riesce a scendere regolarmente a profondità di 600 metri con punte di quasi 900 metri ed un tempo massimo in immersione di 21 minuti.

Vi ricordate di Moby Dick? Era un Capodoglio “Physeter macrocephalus”. Questo cetaceo è l’animale dalle caratteristiche superlative; è l’odontoceto più grande del pianeta e di conseguenza anche il predatore più grande del mondo. Ha il cervello più grande del regno animale ed il suo sonar produce il suono più potente prodotto da un essere vivente, ben 230 decibels!

Durante le sue immersioni, che possono superare i 40 minuti, va a caccia di altre creature mitologiche come i calamari giganti che raggiungono anche lunghezze di 18 metri. Fortunatamente oggi giorno non viene più cacciato ma un tempo grazie al olio (spermaceti) contenuto nella sua testa si illuminavano molte citta del mondo.

Ora invece è il momento dei perfetti sconosciuti, che sono gli zifidi. Fino ad oggi si è sentito parlare molto poco di questa famiglia di cetacei che racchiude circa 20 specie e che sicuramente ce ne saranno di nuovi da scoprire. Pensate che possono raggiungere profondità di quasi 2000 metri e rimanere in apnea fino ad 85 minuti.

La loro vita si svolge quasi esclusivamente nelle profondità degli oceani risalendo in superficie solo per il tempo necessario a respirare. Le loro dimensioni sono considerevoli visto che parliamo di un animale che raggiunge i 7 metri di lunghezza.

Nella zona ovviamente non esistono solo i cetacei ma anche ben 5 specie di tartarughe marine, molte specie pelagiche e tra le scogliere di Los Gigantes, la Isorana, Guaza e Punta de la Rasca anche aquile pescatrici, uccelli pelagici come le diomedee e molti altri.

Sicuramente in questi ultimi anni è stata fatta molta sensibilizzazione affinché turisti e popolazione locale potessero capire cosa realmente offriva questa zona dell’isola che è sempre è stata presa in considerazione solo per il suo clima che risulta essere il migliore al mondo. Nei prossimi anni saranno ridotte le velocità delle imbarcazioni da diporto, eliminati completamente i jet-ski e limitare le attività marine al solo avvistamento di cetacei eliminando anche la pesca sportiva. Verrà creato anche un museo marino e centro di interpretazione totalmente dedicato ai cetacei ed alle specie che popolano questa zona di mare.

Con la speranza di esservi stato utile anche in questo articolo vi ricordo che per fare avvistamento di cetacei dovrete salire su una barca che abbia ricevuto l’autorizzazione dal Cabildo di Tenerife e dal governo delle canarie.

Siate consapevoli che l’uso di imbarcazioni non autorizzate comporta anche un aumento inutile di traffico marittimo che si ripercuote sulla qualità della vita di questi meravigliosi animali. Ricordate sempre di non tirare mai nulla in mare e rispettate sempre le regole per far si che le balene e delfini possano continuare a vivere in questo piccolo paradiso chiamato Tenerife.

 

La vostra guida ufficiale del Governo delle Canarie

nonché

guida interprete del medio marino de Canarias

Basso Lanzone

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8 luoghi da visitare a Tenerife

8 luoghi da visitare a Tenerife

Posted By : Getholiday/ 145

Scopri i posti migliori da vedere a Tenerife! Ti suggeriamo 8 luoghi da visitare

Navigando su internet per organizzare la propria vacanza spesso si trovano un’infinità di informazioni che rendono difficile la scelta. Potrebbe capitare di imbattersi in pagine che danno informazioni lontane dalla realtà.

Oggi vi darò dei consigli su cosa visitare e quali attività poter fare sull’ isola più grande dell’arcipelago Canario, che personalmente, consiglio vivamente di visitare prima delle altre.

Per quale motivo? Semplicissimo! L’isola di Tenerife è la più grande delle 8 isole Canarie, con una superficie di 2034 Km quadrati.

Situata al centro dell’arcipelago offre collegamenti più semplici con le isole vicine sia con i fast-ferry che in aereo. È l’unica isola dotata di 2 aeroporti internazionali che sono rispettivamente Tenerife Nord “TFN”(Ciudad de La Laguna) e Tenerife sud “TFS” (Reina Sofia). Offre un’offerta ricettiva selezionata, passando dagli ostelli fino ai 5 stelle Gran Lusso, sparsi su tutto il territorio, che sicuramente potranno soddisfare tutte le vostre esigenze. Non mi dilungo oltre, ci sono moltissimi altri motivi per cui visitare prima Tenerife ma lo farò in uno dei prossimi articoli.

Una volta scelta l’isola e il luogo dove soggiornare vi consiglio una serie di luoghi, che prima di altri, meritano di essere visitati per capire/scoprire l’isola di Tenerife.

8 posti da visitare assolutamente durante la vostra vacanza a Tenerife.

1

Parque Nazionale del Teide

Visitar Parque nacional del Teide

Senza dubbio un’icona per tutto l’arcipelago Canario. È uno dei parchi Nazionali più visitati al mondo. Si sviluppa nel centro dell’isola offrendo un paesaggio di straordinaria bellezza che non troverete in nessun altro posto. Il Parco Nazionale è circondato dal Parco Naturale della Corona Forestale istituito nel 1994 per proteggere il pino Canario, specie endemica che ha la particolarità di riuscire a sopravvivere agli incendi.
Entrati nel parco, che si raggiunge facilmente da San Cristobal de La Laguna, da La Orotava, da Guia de Isora o da Arona, la vostra vista sarà catturata dall’immenso vulcano Teide che con i suoi 3718 metri risulta essere il terzo vulcano più alto del mondo. Al suo interno troveremo un amplia offerta di percorsi per il trekking, chi ama camminare può scegliere tra 41 sentieri che vanno dai 426 metri del Mirador de la Fortaleza ai 16.586 metri di Siete Cañadas. Nel parco sono presenti due punti di informazione turistica che spiegano in maniera molto dettagliata tutte le varie sfaccettature del parco, notizie sulle origini, la storia, la flora, la fauna ed informazioni molto interessanti di vulcanologia. Nel Parco Nazionale del Teide sono presenti una funivia che parte dai 2250 metri fino ad arrivare ai 3550 metri, tre servizi di ristorazione ed anche un hotel che si chiama Parador Nacional. Per finire vi segnalo la zona degli osservatori astrofisici e metereologici di Izaña, area sicuramente interessante non solo per gli appassionati.

Per i più romantici raccomando la nostra escursione Teide Sunset Tour (Scopri).

2

San Cristóbal de La Laguna

Visitar San Cristobal de La Laguna

L’antica capitale delle isole canarie, dichiarata patrimonio dell’umanità nel 1999, come spieghiamo nell’escursione che proponiamo (leggi qui), rappresenta uno dei luoghi più caratteristici e meglio conservati dell’arcipelago. Tra le sue strade con linee rette, perpendicolari e parallele troviamo l’essenza dello stile coloniale spagnolo che successivamente venne utilizzato in molte altre capitali nelle Americhe. Fondata il 26 luglio 1496 da colui che chiamato in causa dal Re riuscì a portare a termine la conquista dell’isola nello stesso anno proprio con le ultime due battaglie di La Laguna e di La Victoria de Acentejo.
Passeggiando tra le sue strade abbiamo anche la possibilità di entrare in quelle che una volta erano le case delle famiglie più importanti dell’arcipelago come i Da Ponte, Nava, Lercaro e molti altri.
Proprio nel centro troviamo anche molti ristoranti che offrono la vera cucina locale che vi consiglio vivamente di provare!

3

Parco Rurale di Anaga

Visitar Parque rural de Anaga Playa benijo

Dichiarato riserva della biosfera nel 2015 alberga una vegetazione di straordinaria bellezza. Si trova nella punta più a nord, tra i comuni di Santa Cruz de Tenerife, San Cristobal de La Laguna e Tegueste. Al suo interno troviamo la più alta concentrazione di organismi per kilometro quadrato del pianeta!!! Qui grazie ai venti alisei che apportano una enorme quantità d’acqua si conserva l’ecosistema de la Laurisilva “foresta di allori”.
Durante la vostra visita vi consiglio di visitare il centro di informazioni turistiche ovviamente per capire cosa offre il parco, poi uscendo da li a pochi metri troverete un sentiero abbastanza corto chiamato il “sentiero delle sensazioni” per vedere, sentire e toccare questo meraviglioso ecosistema che risale all’epoca terziaria, quando nel pianeta terra vivevano ancora i dinosauri.
Scendendo verso la costa nel versante nord avrete modo di visitare il villaggio di Taganana mangiare in uno dei suoi ristorantini e al tramonto passeggiare e scattare qualche foto da Playa Benijo che sicuramente riuscirete a fare degli scatti fantastici.

4

Santa Cruz de Tenerife

Visitar Auditorio Santa Cruz

Oggi è la capitale dell’arcipelago canario insieme a Las Palmas de Gran Canaria. Nata il 3 maggio 1494 come campo militare dove sbarcarono le truppe di Alonso Fernandez de Lugo per portare a termine la conquista Realenga. Per diverso tempo venne utilizzata come porto della città de La Laguna. Essendo un punto e porto strategico ricevette un infinità di attacchi da parte dei pirati, corsari e dai vari imperi che concorrevano alla supremazia nell’oceano atlantico. Era completamente fortificata fronte mare con diverse batterie di cannoni e ben tre castelli che la resero praticamente inespugnabile agli attacchi! Nella citta il 25 luglio si festeggia la sconfitta dell’ammiraglio Horatio Nelson che in questa occasione perse il braccio colpito da una palla di cannone. Nel 1833 venne dichiarata capitale dell’arcipelago dovuto alla sua forte crescita economica proprio grazie agli enormi scambi commerciali del suo porto.

Immancabile nella vostra visita alla città, il Mercato di Nostra Signora de Africa, l’auditorio progettato e costruito da Santiago Calatrava, il museo MUNA dove sono conservate le mummie guache ed infine la meravigliosa spiaggia di Las Teresitas che con la sua sabbia dorata e le sue palme da cocco vi farà innamorare.

5

Garachico

Visitar Auditorio Santa Cruz

Fondata dal banchiere italiano Cristoforo Da Ponte nel 1499, divenne da subito il Porto principale dell’isola grazie alla morfologia della sua baia. Fulcro del commercio tra Africa, America ed Europa rimase in auge fino al 5 maggio 1706 quando due colate laviche distrussero in parte la citta ma resero inaccessibile la baia facendo praticamente affondare la città in una profonda crisi economica.
Oggi Il paesino ha molto da offrire al visitatore, ricca di storia e casone signorili è stata dichiarata BIC, Bene di Interesse Culturale come insieme storico-artistico nel 1994 e proprio nel 2020 é stata inserita nella lista dei comuni più belli di Spagna. Sicuramente durante la vostra visita non potrà mancare un bagno nelle sue piscine naturali del Caleton!

6

Icod de Los vinos

Icod de los Vinos drago milenario

Fondata nel 1501, prima della conquista era uno dei nuclei guanche più importanti dell’isola e rimase tale anche diversi anni dopo. Trovandosi a due minuti da Garachico, i territori di Icod de Los Vinos venivano utilizzati per la coltivazione in principio della canna da zucchero e successivamente un’infinità di vigneti. I vini della zona venivano poi esportati in Europa. Oggi nel suo territorio oltre ai vigneti troviamo anche piantagioni di banane e questo fa capire che il motore economico del municipio si basa sul settore primario. Il turismo comunque nella zona storica, dichiarata BIC “Bene di Interesse Culturale”, fa la sua parte grazie alle migliaia di visite che riceve il Drago millenario, simbolo botanico dell’isola e monumento naturale. Nel municipio icodense troviamo anche uno dei tubi vulcanici più lunghi del mondo “La cueva del Viento” che può essere visitata ovviamente prenotando.

Non può mancare durante la giornata la visita ad una delle tante botteghe dove proverete dei fantastici vini molto conosciuti ed apprezzati.

7

La Orotava

Visitar La Orotava casa Lercaro

Un tempo conosciuta come il regno di Taoro, ricordato come il regno guanche più potente dell’isola. Infatti a capo di un esercito di 6000 uomini il Mencey Bencomo fu capace di respingere la conquista castigliana nel 1495 nella battaglia de La Matanza de Acentejo.  Situata nella valle che porta il suo stesso nome questa splendida cittadina di poco più di trentamila abitanti è considerata una delle più belle delle isole canarie per le sue casone signorili. Senza ombra di dubbio troviamo i balconi in stile canario più belli e lavorati dell’isola che secoli addietro rappresentavano il simbolo dell’importanza delle famiglie più potenti. Dichiarata BIC (storico artistico) nel 1976, offre al turista luoghi degni di nota come i giardini Victoria, La chiesa de Concepción unica nel suo stile, la hijuela del botanico “un piccolo giardino botanico aperto al pubblico dove troviamo una dei draghi più belli delle canarie, casa Lercaro, meravigliosa casa del XVII secolo che al suo interno ha anche un ristorante dove mangiare è davvero un’esperienza che ti porta indietro nel tempo. No può mancare la visita in uno dei vari mulini di gofio dove sarete avvolti dal profumo di questa farina tradizionale canaria. Nelle sue campagne troverete anche i guachinche dove potrete pranzare o cenare a prezzi modici i piatti della gastronomia dell’isola.

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Parco Rurale di Teno

Visitar Parque Rural de Teno

Situato nella zona nord-ovest risulta essere una delle zone meno conosciute ma che nulla ha da invidiare al resto. Il suo massiccio, insieme a quello di Adeje e di Anaga, risulta essere una delle zone più antiche dell’isola solcata da profondi barranchi e scogliere altissime che lasciano tutti a bocca aperta. Gli abitanti del posto fino a qualche decennio addietro vivevano ancora in maniera molto spartana e questo ha fatto in. Modo che si mantenessero tutte le tradizioni che tutt’oggi ritroviamo quando passiamo al suo interno. Posti che devono essere visitati all’interno del parco sono: Punta Teno, che è il punto più a nord-ovest dell’isola. Per arrivarci dovrete passare su una strada che toglie il fiato e che è stata utilizzata anche come set per le scene del film Fast and Furious 6. Una volta arrivati in Punta Teno potrete ammirare le scogliere di Los Gigantes ed anche una delle migliori rappresentazioni di Cardon “euphorbia canariensis”, pianta autoctona dell’isola.
Non può mancare nella vostra giornata una visita a Teno Alto dove sicuramente avrete modo di vedere le capre libere pascolando in un paesaggio totalmente distinto dal resto dell’isola.

Ovviamente nella vostra visita non potrà mancare la visita al villaggio di Masca, incastonata nell’omonimo canyon che offre un sentiero che porta fino alla sua spiaggetta.

Spero di esservi stato di aiuto anche questa volta, ma ricordate che le informazioni che ho dato in questo articolo sono molto ridotte e che ovviamente avrò modo di spiegare più nel dettaglio una volta che verrete a trovarmi in una escursione oppure in uno dei prossimi articoli.

Ho preso come riferimento una settimana di vacanza che potrebbe essere sufficiente per riuscire a visitare i posti sopra menzionati.

Quindi non mi resta che salutarvi con la speranza di vederci in questo paradiso.

 

La vostra guida ufficiale del Governo delle Canarie nr. 3900

Basso Lanzone

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